La Sampdoria è stata deferita dalla Procura Federale. Stando al documento ufficiale pubblicato lo scorso 3 luglio, in merito al “mancato versamento, entro il termine del 30 maggio scorso, di quota parte delle ritenute Irpef e dei contributi Inps relativi agli emolumenti dovuti ai tesserati nel primo trimestre 2023”.
Questo piccolo intoppo è nulla rispetto a quanto avrebbe potuto rischiare la società. Solo un mese e mezzo fa la Sampdoria, infatti, rischiava addirittura il fallimento e di conseguenza il dover ripartire dalla Serie D.
Inizialmente il club blucerchiato rischiava fino a 4 punti di penalizzazione nel prossimo campionato di Serie B. I mancati pagamenti sono relativi al mese di maggio e successivamente il tutto è stato regolarizzato, infatti il club si è iscritto senza problemi al campionato. Da quel momento la società ha chiesto il patteggiamento dopo aver risolto questa spiacevole situazione. Sul mancato pagamento degli stipendi, conferma l’edizione odierna de ‘La Gazzetta dello Sport’, avrebbe gravato un problema tecnico e per questo i liguri sperano in una penalizzazione minima.
Sampdoria deferita, cosa rischia?
I giorni di quel fine maggio erano stati parecchio importanti per il club che concretizzò solo il 30 dello stesso mese la cessione al duo Radrizzani-Manfredi. In quel momento non c’era la liquidità necessaria per saldare stipendi e quant’altro, pensare infatti che neanche il paracadute dopo la retrocessione dalla A fu sufficiente per risanare tutti i debiti. Nel frattempo si è comunque andati avanti senza pensare all’ipotesi penalizzazione che potrebbe essere di due punti. Intanto la dirigenza e la società stanno pianificando la prossima stagione, l’obiettivo è quello di creare una rosa competitiva e di ritornare nella massima serie immediatamente. La volontà della nuova società è costruire una squadra in grado di poter occupare le zone alte della classifica e giocarsi la promozione in A, magari con il Palermo.

