La città di Palermo è stata esclusa come eventuale sede per ospitare alcune delle gare di Euro 2032 per cui l’Italia ha avanzato la propria candidatura. Lo stadio “Renzo Barbera” è stato scartato, al momento il capoluogo siciliano resta come opzione di riserva qualora qualcuna tra le altre dieci città non dovesse essere ritenuta all’altezza. Tante le polemiche agitate in merito a questa eccellente esclusione, tra gli altri ha detto la sua anche il sindaco di Palermo Roberto Lagalla.
Palermo escluso da Euro 2032, le parole del sindaco Lagalla
Il primo cittadino di Palermo, Roberto Lagalla, si è soffermato sulla vicenda in questione polemizzando non troppo velatamente: “Su questa vicenda si sono giocate altre partite. Una di queste riguarda Verona, dove il sindaco è stato anche il presidente dell’associazione italiana calciatori. È un mio cattivo pensiero che ritiro subito (si riferisce a Damiano Tommasi ndr)”.
Lo stesso sindaco ha poi dichiarato: “A Palermo c’è un fatto oggettivo: l’impiantistica sportiva non è sufficiente e lo abbiamo verificato in occasione della sfortunata gara fra Italia e Macedonia, fermo restando che non si può pretendere amministrativamente da un Comune la copertura finanziaria per gli interventi con dieci anni d’anticipo perché i bilanci hanno validità triennale. Oggi il ministro dello Sport ha dichiarato che Palermo verrà inserita tra le 11 città che riceveranno fondi per ristrutturare gli impianti sportivi e questo è un passo in avanti per provare a rimetterci in carreggiata”.
EURO 2032: I 10 STADI DELL’ITALIA
In attesa di capire dove si gioca Euro 2032, dunque, la Federcalcio italiana ha scelto le dieci città che potrebbero ospitarlo. Si tratta di Roma, Milano, Torino (Allianz Stadium), Napoli, Genova, Bari, Firenze, Bologna, Cagliari e Verona. In ogni caso il “Renzo Barbera” rientra come soluzione alternativa, qualora ci fossero problemi in almeno una delle strutture segnalate dalla FIGC.

