Ancora una sconfitta, forse la più rumorosa dall’inizio della stagione. Se non altro perchè si trattava di una partita in cui il Palermo non poteva davvero fallire, per coltivare l’ipotesi playoff. Quella parola che fino a febbraio non andava pronunciata in nome di un percorso ben delineato da Eugenio Corini insieme alla parte “tecnica” della nuova dirigenza. Ma anche quello che era diventato come d’incanto un obiettivo, dichiarato a ridosso del mini-ritiro di Girona (ah, questi mini-ritiri…), ma che di lì a poco sarebbe diventato un sogno. A conferma del fatto che, forse, a livello tecnico regna un po’ di confusione in casa rosanero.
Ma veniamo ai numeri, che danno sempre la cifra di quello che è il momento di una squadra.
Palermo, numeri da playout
Abbiamo approcciato questi ultimi due mesi con un Palermo in forma scintillante. Tre vittorie consecutive, ottenute contro Bari, Ascoli e Reggina, per collocare Brunori e compagni in piena zona playoff. Un piazzamento tra le prime otto che non era mai stato centrato dall’inizio del campionato. Poi, all’improvviso, il drastico crollo. Cinque pareggi arrivati dopo il ko di Genova che non sembrava poi così grave, considerando il valore dell’avversario e la prestazione fornita. Ma nessuno poteva immaginare che da lì in poi il Palermo non sarebbe più stato lo stesso.
Dal 10 febbraio, data della caduta del “Ferraris”, il Palermo ha ottenuto 9 punti in 10 partite. Un cammino che, nell’arco di questi 900 minuti, colloca la compagine di Eugenio Corini al quindicesimo posto a pari merito con la Spal. Solo una migliore differenza reti terrebbe i rosa fuori dalla zona playout, uno scenario totalmente diverso da quello dipinto dallo stesso Corini e dai suoi giocatori nelle dichiarazioni di qualche giorno fa.
Palermo ai playoff, ormai un miraggio?
È però inutile stare a piangersi addosso per un recente passato in cui il Palermo ha fatto tanta, troppa fatica. Soprattutto al cospetto di squadre di cui si conosceva la fame, la voglia e la necessità di fare punti. La mente non può che essere rivolta alle ultime cinque partite, in cui i rosa affronteranno altre formazioni che scenderanno in campo con un mix di disperazione sportiva e necessità di rialzare la testa. Come quel Benevento che all’alba di una nuova rivoluzione tecnica ha avuto la forza di fermare la Reggina.
Da qui alla fine della regular season, Brunori e compagni affronteranno quattro squadre in piena lotta retrocessione. Oltre alla Strega, infatti, arriveranno al “Barbera” la già citata Spal e il Brescia. In mezzo c’è la trasferta del 1° maggio a Como, oltre alla sfida di Cagliari che è l’unica ad “alta quota” per i rosa.
Tre punti da recuperare sull’ottavo posto non sono molti. Con il rendimento delle ultime 10 giornate, però, rischiano di essere un’enormità.

