Il presidente dell’Enna, Giancarlo Travagin, ha diramato attraverso i canali ufficiali del club gialloverde un comunicato legato alle difficoltà riscontrate dalla società ennese negli ultimi mesi. Il patron dell’Enna lancia dunque un appello alla città e alle istituzioni, soffermandosi sulla domanda “chi vuole davvero salvare il calcio ad Enna?”.
Enna, Travagin: “Mi sono fidato delle rassicurazioni, ma ho dovuto rincorrere le emergenze”
Il comunicato dell’Enna parte parlando della rilevazione del club da parte del presidente Travagin, accolto da una serie di promesse e rassicurazioni: “Mi sono fidato delle rassicurazioni ricevute, non solo dall’ambiente calcistico. La società poteva contare su numerosi sponsor fidelizzati negli anni dalla precedente gestione. Vedevo debiti verso l’Erario e verso i fornitori, ma li ritenevo gestibili con una programmazione seria, costruita sulle aziende del territorio, sull’Amministrazione per le infrastrutture sportive e su tutto l’ambiente che ruota attorno alla squadra”.
La realtà che ha dovuto affrontare il presidente Travagin è stata però diversa, secondo quanto riportato nel comunicato: “Dal giorno del passaggio societario ho dovuto rincorrere l’emergenza, tappando buchi finanziari che certamente non ho creato io. I debiti fuori bilancio sono parecchi”.
Il Presidente elenca vertenze di giocatori della passata stagione, un lodo promosso dall’ex allenatore Passiatore e pignoramenti sul conto della società da parte di creditori che vantavano somme risalenti anche a otto anni fa. Il presidente si chiede anche come abbia potuto la Lega Nazionale Dilettanti esprimersi favorevolmente sull’iscrizione della squadra, in presenza di così tante pendenze legate alla gestione passata.
Sull’assenza dell’amministrazione comunale
Il presidente Travagin sottolinea anche diverse problematiche dettate dall’amministrazione comunale: “Chi fa impresa cerca il risultato economico, ma anche la visibilità. Questo, però, è possibile solo se l’Amministrazione ti consente di giocare nel tuo stadio, adeguato almeno alla Serie D. E se ti permette di avere spazi in cui non solo la prima squadra, ma soprattutto gli juniores e i pulcini possano allenarsi e tirare i primi calci al pallone”.
“C’è chi ama ripetere – continua il comunicato – che il calcio non è una priorità per un’amministrazione. Ma lo sport, tutto lo sport, ha un valore sociale enorme, soprattutto per i giovani. Li aiuta a crescere in modo sano. Non pretendevo dall’Amministrazione una sponsorizzazione, né un contributo come quello erogato lo scorso anno dalla precedente amministrazione attraverso un progetto sportivo per i giovani. Secondo quanto dichiarato dal nuovo assessore allo Sport, quel contributo sarebbe servito di fatto a coprire l’iscrizione. Io chiedevo e chiedo due cose: rispetto e infrastrutture adeguate”
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Il progetto Enna avrebbe trovato copertura nel polo socio-sanitario-sportivo integrato, un’idea già anticipata in precedenti comunicati: strutture di riabilitazione, aree dedicate, un modello in cui sport, salute e territorio si sostengono a vicenda. “Se la situazione fosse stata quella che mi era stata presentata, il progetto si sarebbe finanziato da sé”.
L’appello ai cittadini
Il presidente si rivolge anche ai cittadini, lanciando un appello diretto a loro: “Dovrebbero pretenderlo anche quanti oggi sono pronti solo a criticare, spesso con parole volgari contro la società. È a loro che chiedo una riflessione, perché la politica, tutta, sembra aver smarrito di vista il bene della città. Dov’è l’opposizione in questa città? Dove sono i parlamentari regionali e nazionali che dovrebbero avere a cuore questo territorio? Credo che anche il Sindaco, come me, sia stato lasciato solo”.
Stando a quanto riporta il comunicato, negli ultimi giorni l’Amministrazione comunale aveva coinvolto la PLM Management, con il direttore Pietro Lo Monaco e il consulente Domenico Panico, per valutare un intervento nella gestione del club. Travagin dichiara di averne sempre visto con favore il coinvolgimento.
Dopo un confronto con Panico, e una valutazione condotta anche con Lo Monaco, sembra che al presidente Travagin sia stato fatto presente che oggi non ci sono le condizioni per gestire l’Enna Calcio in modo sereno e sostenibile. Da qui la disponibilità a rimettere la società nelle mani dell’Amministrazione, perché il Sindaco possa verificare rapidamente se esistono soggetti seri pronti a subentrare. Chi vorrà rilevare il club, dunque, dovrà riconoscere e restituire le spese che Travagin ha sostenuto personalmente: “Una volta restituite le somme effettivamente sostenute, non ci sarà alcun ostacolo da parte mia al passaggio della società”.
Infine, il comunicato si chiude con una considerazione sul proprio operato: “Non sono un uomo di calcio, ma ho cercato di fare la mia parte con rispetto e responsabilità. Pur venendo dal Nord, non voglio la distruzione di nessuna comunità, tanto meno di quella ennese. Per questo non scappo. Sono un elemento dell’ingranaggio, insieme allo staff, agli allenatori e ai ragazzi”.


