Da poco esonerato dopo l’esperienza con la Viterbese, Giacomo Filippi è tornato a parlare del suo passato con il Palermo. L’allenatore, che la stagione scorsa aveva cominciato sulla panchina rosanero, salvo poi essere esonerato a dicembre dopo un’involuzione nei risultati e, in generale, un gioco che ha lasciato insoddisfatti molti nell’ambiente. Al Giornale di Sicilia però, l’ex vice di Roberto Boscaglia (con cui era arrivato in rosanero nel 2020) rivendica alcune scelte fatte in fase di mercato estivo. Su tutte l’arrivo in città di Matteo Brunori.
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Filippi: “Brunori può giocare in ogni categoria. L’ho voluto io a Palermo”
Oggi Brunori è nella top ten dei migliori marcatori all-time del Palermo, numeri raggiunti in appena un anno di permanenza in rosanero. Per Filippi può fare ancora meglio: “Brunori può giocare in tutte le categorie, può far bene anche in un attacco a due e sta andando alla grande. Sono contento per lui e per gli altri, come Accardi e Soleri, che sono rimasti dalla passata stagione perché hanno meritato la Serie B”.
Ma proprio sul numero 9 Filippi sottolinea alcuni aspetti della sua gestione, portando ad esempio una dichiarazione che allora sembrò clamorosa e che adesso è ben più che veritiera: “L’attaccante vive di annate, con me ha fatto sette gol senza rigori, dimostrandosi sempre decisivo. Saranno stati bravo Baldini come anche il mental coach, ma una volta sbloccato ha continuato a segnare. A prescindere dai gol, per me è sempre stato un giocatore dalle qualità indiscutibili. L’ho voluto io e l’ho difeso io. Prima di Palermo-Catanzaro, ho detto io che era il miglior attaccante della categoria. Poi caso volle che l’indomani sbagliò il rigore, ma la società e la dirigenza hanno avallato la mia scelta. Brunori lo conoscevo dai tempi di Arezzo, a Castagnini diedi i dati del mio match analyst”.
Filippi sul mercato 2021 e il rapporto con Broh
Ma le dichiarazioni di Filippi danno conto anche di altri retroscena sull’arrivo di Brunori come di altri giocatori che hanno fatto parte di quel gruppo che poi ha centrato la promozione: “La prima chiamata la feci dal ritiro a San Gregorio Magno, mi disse che era stanco di giocare in stadi vuoti. Aveva bisogno di calore, voleva sentire la gente vicina. Il presidente Mirri era disposto ad investire un milione per Cianci. Sentiva la pressione della città e disse che avrei dovuto assumermi la responsabilità per Brunori. Castagnini poi avallò la scelta. Io la responsabilità me la prendo per tutti, anche per Dall’Oglio, Giron, per Buttaro oppure Massolo, che la dirigenza non stava prendendo per una situazione alla spalla. La società poi è stata brava a prenderli, non lo nego”.
Caso a parte la situazione di Broh, che sembrava finito ai margini del progetto tecnico di Filippi e poi andato in prestito al Sudtirol (con una stagione quasi da protagonista. L’allenatore spiega cosa successe: Lo avevo messo da parte in ritiro per castigo. Lui può giocare in A, avevo detto anche alla società che lo avrei reinserito in squadra, se solo cambiare atteggiamento. Infatti l’ho fatto giocare nelle amichevoli, non era fuori rosa. Invece lo hanno mandato al Sudtirol”.
Chiosa finale sugli attuali obiettivi di questo Palermo, con dirigenti che lo stesso Filippi conosce: “Il Palermo lo vedo bene, può contare su persone competenti. Gardini l’ho avuto più di vent’anni fa a Treviso, un professionista serio che è arrivato anche all’Inter. Stessa cosa per Rinaudo, ha ristrutturato un settore giovanile in cui neanche c’erano le porticine per allenarsi e può fare molto bene”.

