I derby tra Palermo e Catania hanno spesso e volentieri avuto un carattere particolare. Sfumature che lasciano il segno in una società e in una tifoseria piuttosto che nell’altra. Ma se nella storia recente delle sfide tra rosanero e rossazzurri che difficilmente dimenticheremo negli anni a venire, questa è quella che si è giocata esattamente due anni fa. Una partita che ha tutti i titoli per entrare a far parte della storia del club di Viale del Fante.
Torniamo indietro fino al 9 novembre 2020, quando il Palermo ospitava gli etnei in una situazione tutt’altro che esaltante. La formazione allora allenata da Roberto Boscaglia non aveva ancora conquistato una vittoria: solamente due pareggi al cospetto di una squadra che aveva il triplo dei punti, cioè 6. Ma c’è qualcos’altro che agita la vigilia di un derby divenuto ancor più difficile per la squadra rosanero. Di fatto, il tecnico nativo di Gela una tutto, meno che l’imbarazzo della scelta. Tanto che nella distinta consegnata all’arbitro nell’immediata vigilia del match figurano solo 12 nomi, il minimo indispensabile per poter scendere in campo.
Palermo-Catania, il derby epico del 2020
Pelagotti, Almici, Marconi, Palazzi, Corrado, Odjer, Martin, Kanoute, Rauti, Valente e Saraniti. Con loro il solo Matranga, portiere della Primavera aggregato in via del tutto eccezionale come eventuale alternativa al numero 1 del Palermo. E gli altri? Tutti a casa con il Covid. Da Accardi a Crivello, da Floriano a Santana, passando per Luperini, Lucca, Lancini e Silipo. Tutti indisponibili. Una catastrofe. Anche perchè dall’altra parte c’era una squadra fatta e finita, pronta a imporre la propria superiorità sul campo “nemico”. Ma la partita andrà in maniera decisamente diversa.
Il Palermo schiaccia il Catania fin dai primi minuti, spinto dall’orgoglio di dover dimostrare tanto. E allo scoccare del quarto d’ora, sugli sviluppi di una palla inattiva, Kanoute mette in porta il tap in che vale l’1-0. Chi guarda la partita è incredulo, si pensa che questo ritmo non potrà essere tenuto per tutta la partita. Agli uomini di Boscaglia tutto questo non importa, tanto che arrivano anche le palle gol per il raddoppio, mancate da Saraniti e Valente. Inevitabilmente nel secondo tempo gli etnei di mister Raffaele salgono di tono grazie anche ai cambi. Cambi che il Palermo non può effettuare. E così, a 10 minuti dalla fine il giovane Pecorino trova la fortunosa rete del pareggio.
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Un pareggio che nega al Palermo la prima vittoria, ma che consegna i giocatori alla leggenda. E se solo lo stadio fosse stato pieno, chissà che ovazione per questi dodici eroi.

