Nonostante un pareggio che tiene ancora in vita il Siracusa, nessun tesserato si presenta in sala stampa dopo la gara con la Cavese. Una partita di sofferenza, che ha poi portato ad un parziale risvolto positivo. Ovvero quello di poter sperare nel miracolo playout, a patto di vincere l’ultima partita contro il Trapani. Ma potrebbe non essere solo questo il motivo di tale silenzio.
Siracusa, storie tese tra Ricci e la squadra: silenzio stampa in vista di Trapani
Gli ultimi giorni in casa Siracusa, prima del pareggio contro la Cavese, sono stati davvero complicati. Per prima cosa si è evitato che l’istanza di fallimento arrivasse a buon fine, tenendo in gioco la società azzurra. Che però, certificando lo stato di grave crisi, non ha rispettato la scadenza di aprile per quanto riguarda le spettanze. Un’azione, questa, che ha fatto scattare la squadra e lo staff. Per la prima volta, anche Marco Turati e i suoi giocatori hanno fatto sentire la propria voce (tramite comunicato) per rispondere alle azioni della proprietà.
La rottura tra la parte sportiva del Siracusa e il patron Alessandro Ricci è evidente; e forse non è un caso che si sia imposto il silenzio. Anche se non ci sono conferme di una stretta correlazione tra questi due elementi, è chiaro che la tensione sia palpabile. Senza dimenticare che c’è una piazza che ha fatto partire anche una raccolta firme proprio contro il presidente che ha contribuito a riportare la squadra in Serie C. Salvo poi ritrovarsi in questo polverone.
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Ora, oltre le penalizzazioni (su cui ci sarà ampio dibattito), si dovrà pensare al campo. Un Trapani già retrocesso potrebbe trovare nuovi stimoli dalla giustizia sportiva. Oppure potrà decidere di fare la vita difficile ai cugini aretusei. Di contro, il Siracusa sa che può solo vincere e sperare in una serie di risultati favorevoli. Solo così i playout potrebbero essere realtà. Il silenzio stampa serve quindi anche per cercare di togliere ogni distrazione, e pensare solo a quello che succederà tra una settimana.

