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Siracusa, aggressione a Ricci: il presidente intimidito al ritorno da Vibo Valentia

Intimidazione e aggressione nei confronti di Alessandro Ricci al rientro del Siracusa in Sicilia. La formazione aretusea ha vissuto la trasferta sul campo della Vibonese. Un punto che fa morale e che dà seguito alla vittoria all’esordio contro l’Athletic Club Palermo. In ogni caso, alcuni esponenti della tifoseria organizzata azzurra non è soddisfatta per la gestione del club. Al punto da aggredire – per fortuna solo verbalmente – il presidente.

A darne notizia è stato il club nella serata di domenica. Sono stati svelati anche alcuni dettagli sulla vicenda: “Siracusa Calcio 1924 esprime ferma condanna per quanto accaduto nella serata di ieri, sabato 12 settembre, quando al rientro dalla trasferta di Vibo Valentia il presidente Alessandro Ricci, una volta giunto a Messina, è stato oggetto di una pesante contestazione verbale, accompagnata da comportamenti intimidatori e violenti nei confronti della propria automobile, rendendo necessario l’intervento delle Forze dell’Ordine”.

Siracusa, aggressione e intimidazione al presidente Ricci

Il Siracusa non vuole negare ai tifosi di contestare la squadra. Come si legge nel comunicato, però, esiste un limite. Il club chiede ai tifosi di evitare ogni forma di violenza e di intimidazione: “Quanto accaduto allo sbarco dai traghetti a Messina si aggiunge ad altri episodi verificatisi nelle ultime settimane ai danni del presidente e della sua vettura. Una serie di eventi che deve interrompersi prima che possa accadere qualcosa di più grave: ieri il presidente Alessandro Ricci era fortunatamente solo, ma è inevitabile chiedersi cosa sarebbe potuto accadere se con lui ci fossero stati i suoi figli o altri familiari”.

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Infine il Siracusa, dopo l’intimidazione ai danni di Alessandro Ricci, ci tiene a fare una puntualizzazione. Il club non vuole contrapporsi ai propri tifosi, sottolineando che gli aggressori non li rappresentano davvero. Tuttavia, si chiede moderazione e soprattutto sostegno alla squadra. La società, nei confronti del tifo organizzato”non solo riconosce smisurata passione e grande attaccamento, ma garantisce il diritto di esprimere anche duramente il proprio pensiero”. Infine viene ribadito l’invito a evitare ogni forma di violenza, intimidazione e odio.

Redazione Sporticily
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